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Ammalarsi costa meno

Buona notizia. In questo recente scritto mi dileggiavo nel criticare i falsi vantaggi promessi al cittadino con la possibilità della vendita dei farmaci da banco al di fuori del tradizionale canale-farmacia, quando invece sarebbe il caso di calmierare i prezzi di vendita di costosissimi farmaci necessari ed indispensabili, e citavo appunto fra questi ultimi il caso dell'alendronato, farmaco per combattere l'osteoporosi, venduto al momento della pubblicazione ad oltre 38 Euro per un mese di terapia. Ho evidentemente portato fortuna. Nel frattempo, l'alendronato 70mg è prima calato di un'inezia, 1,80 Euro causa diminuzione generalizzata del 5% dei prezzi di vendita di molti farmaci (decisione del Governo), dal 15 Novembre si è invece attestato attorno ai 24 Euro. Non per decreto governativo, ma per il decadimento dei tempi massimi di esclusività del brevetto e concomitante lancio sul mercato dell'alendronato sotto forma di farmaco generico, non griffato e assai meno costoso, cosa che ha spinto i grandi produttori a diminuire spontaneamente il prezzo per non essere surclassati dal generico stesso. Tenendo poi presente che ogni mese vengono aggiornate al ribasso le liste di riferimento per i prezzi massimi di rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale in riferimento proprio alle molecole non più coperte da brevetto riservato, sono sicuramente attese ulteriori diminuzioni.

Va da se chiedersi come mai i produttori dei farmaci a marchio si siano concessi il lusso di mantenere il prezzo dell'alendronato griffato a circa 40 Euro per anni (molecola dal brevetto oltremodo ammortizzato, perchè se è vero che il dosaggio settimanale in monosomministrazione da 70mg è piuttosto recente, nel passato si è usato per lustri il dosaggio giornaliero da 10mg), chi e perchè abbia dato loro il permesso di farlo, e come mai i vari produttori adottassero tutti il medesimo prezzo (usanza molto in voga...). Scommettete che le industrie ci guadagnano bene anche avendo ridotto il prezzo di quasi il 50%? Sapete in fin della fiera chi ci ha rimesso dei soldi? Chi, ad esempio il sottoscritto, aveva in giacenza a magazzino circa 30 confezioni di alendronato di varie marche, è si bruciato senza colpo ferire quasi 500 Euro di valore merce, che in pratica si raddoppiano contando poi il mancato guadagno vendendo adesso confezioni comprate prima della diminuzione di prezzo. Poco male, non ci lamentiamo, anzi, siamo soddisfatti perchè tutto ciò può davvero essere utile al cittadino anche se, come spesso accade, a farne le spese sono soprattutto i distributori intermedi e finali, e non i (potentissimi) produttori.

Rimanendo all'incirca in argomento, spero di poter esser in grado di pubblicare quanto prima una corposa raccolta di idee relativa ad uno dei fenomeni più assurdi ed ingiustificabili della storia della medicina: l'omeopatia. A presto...

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Raccolta di idee che leggeremo con gusto e interesse...

Ciao ho letto con attenzione il tuo commento che in parte è condivisibile ma mi permetto di fare qualche appunto:
lo stato "gestisce" o meglio contratta con le aziende il prezzo dei farmaci in classe A, a carico cioè del SSN. il prezzo dovrebbe teoricamente coprire parte delle spese di ricerca e sviluppo dei farmaci. perchè il generico costa meno?
un farmaco generico si registra con un solo, breve e poco costoso studio di bioequivalenza. un farmaco griffato si registra studiando migliaia (nel caso dell'alendronato lo studio di fase III ha coinvolto più di 7000 pazienti) di persone e comporta ANNI di investimento da parte delle AZIENDE PRIVATE.
essendo per l'appunto aziende private, non solo dovrebbero recuperare le spese ma anche magari guadagnarci. lo stato si che potrebbe fare ricerca senza guadagnare, un ente benefico o un'associazione..ma non un'azienda privata non credi?

a proposito...sei l'unico a cui non hanno rimborsato la differenza di prezzo!!! informati dai tuoi colleghi.
ciao

ciao

Grazie per il tuo intervento, sebbene non sia affatto concorde con quanto affermi. Niente di personale, ovviamente.

Le multinazionali farmaceutiche (aziende private che investono, questo è vero) sono fra le Società con maggiori introiti al Mondo. Quindi sicuramente guadagnano. E bene. Il corretto recupero dell'investimento iniziale e il successivo corretto guadagno però spesso corrispondono ad un inalterato mantenimento nel tempo del prezzo di vendita (e questo va bene), se non addirittura ad ingiustificato aumento. Ci ricordiamo quando una confezione di Aulin arrivò a toccare le 25.000 lire, con aumenti secchi e ripetuti nel corso di pochissimo tempo? Fortuna vuole che qualche uomo di governo si sia accorto che qualcosa nel sistema non funzionasse affatto. E molto continua a non funzionare.

Vogliamo discutere dei regalini ai medici? Compiacenti, per carità, e non tutti disposti alla corruzione, ma intanto il fenomeno è vivo e vegeto. E i prezzi dei medicinali non scendono anche perchè una quota va a finire nel PC nuovo (telefono cellulare, convegno a Capri, frigorifero, denaro contante) del medico di base, altro che ammortizzare le spese di ricerca... Intuisco che tu in qualche modo faccia parte del settore farmaceutico, quindi immagino si possa ben capire quel che sto dicendo.

Per il fatto del rimborso... E' vero, le ditte sono solite rimborsare le differenze di prezzo in caso di diminuzione in seguito ad acquisto diretto. I grossisti mica tanto. E non compro alendronato direttamente dalle ditte, pensa che pirla.

Ciao e grazie ancora per il tuo intervento.

Naturalmente, volendo evitare di fare disinformazione nei confronti di lettori giustamente non esperti del settore, come esistono medici assai seri, che non accettano pressioni dalle ditte, esistono anche ditte assai serie, che non effettuano particolare pressione sul medico, almeno non oltre la normale presentazione del prodotto, qualche penna e un paio di agende...

uhm, vediamo... posto che il Servizio Sanitario Nazionale è lo Stato... e che lo Stato siamo noi... ma supponendo che esistano prebende, viaggi all'estero con annessi, connessi ed eventuali connesse... dicevo (sempre supponendo per carità...) si verificherebbe un curioso scenario : a carico dello Stato verrebbero indirizzati oneri non precisamente rapportabili alla ricerca, oneri che in quanto cittadino contribuente sarebbero scaricati anche su di me, lasciandomi contestualmente privo degli "onori" (scrivo onori, ma leggete connesse). Mi chiedo pertanto se, naturalmente sempre prefigurando tale eventualità come del tutto ipotetica [o dovrei dire supposta ?], non sarebbe il caso che a me cittadino fosse elargito un rimborso e/o - in subordine - il godimento part-time delle suddette... connesse. ^__^

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